Sabato 8 giugno Moni Ovadia ad Albenga

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ALBENGA (SV). La rete di STAR – Sistema Teatri Antichi Romani ha uno dei suoi gioielli nell’anfiteatro romano di Albenga, sull’antica via Julia Augusta, che solo dall’anno scorso è stato aperto al pubblico, in accordo con il Ministero dei Beni Culturali e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona e naturalmente il Comune di Albenga. Un luogo magico che è tornato a ospitare gli spettacoli dal vivo per cui è stato costruito nell’antichità, proprio con Teatro Pubblico Ligure. Quest’anno, dopo l’apertura con David Riondino e Dario Vergassola, Odissea un racconto mediterraneo prosegue sabato 8 giugno (ore 20,30) con Moni Ovadia e “La gara dell’arco” descritta nel canto XXI. Lo spettacolo, prodotto da Teatro Pubblico Ligure, fa parte di un progetto ideato e diretto da Sergio Maifredi per riportare i testi fondativi della cultura occidentale alla forza dell’originaria dimensione orale, collegando le parole antiche ai pensieri nuovi. Un bus navetta per gli spettatori dalle ore 19 è in partenza da piazza Petrarca, davanti alla Croce Bianca di Albenga.  Biglietto intero 20 euro, ingresso gratuito per i bambini fino a 12 anni, informazioni e prenotazioni ai numeri 335 5366406 oppure 0182 5685216 o ancora 0182 5685223. Il pomeriggio dello stesso giorno, alle ore 16, Ovadia a Palazzo Pallavicino di Genova presenta una lectio su Ulisse nell’ambito dei “Dialoghi per la rappresentazione/L’ingegno”, rassegna ideata da Teatro Pubblico Ligure.

 

L’appuntamento, organizzato da Teatro Pubblico Ligure e dal Comune di Albenga, prosegue la stagione 2019 di STAR – Sistema Antichi Teatri Romani, progetto ideato da Teatro Pubblico Ligure per collegare simbolicamente tutti gli antichi luoghi costruiti per rappresentare gli spettacoli dal vivo. Il sito archeologico di È uno dei due soli anfiteatri romani presenti in Liguria, insieme a quello di Luni all’apice opposta della regione.

 

Nell cornice eccezionale dell’anfiteatro romano, Moni Ovadia racconta la storia di Penelope, che ha deciso di porre fine all’attesa: sarà sposa di chi, tra i proci, saprà tendere l’arco di Odisseo. I pretendenti si preparano alla sfida; tra loro, sotto i dimessi stracci del mendìco, si cela Odisseo. Quando l’arco sarà nelle sue mani, Odisseo non esiterà a stoccare il dardo che trafiggerà la gola di Antinoo, il più arrogante dei pretendenti. Le porte della reggia si serrano come le reti di una tonnara. La mattanza ha inizio.

Moni Ovadia, in una lectio magistralis, farà riscoprire il rito civile della lettura ed i due grandi viaggi che segnano la civiltà occidentale, il viaggio di Odisseo e il viaggio di Abramo. Ovadia corre sulle onde dell’Odissea arrivando all’Itaca di quello straordinario poeta che è Kostantinos Kavafis.

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